Da qualche
giorno sento impellente la richiesta di Francesco di scrivere sul presepio e
su fratello asino, come familiarmente chiamava il suo corpo. Non ho la minima
idea di cosa mi voglia dire né io ho particolari intuizioni a tal proposito.
- “Francesco
caro, perché parliamo di questa cosa? Dove sei, rispondimi?”
Il mio viso
sorride e il mio cuore si rallegra. Sento Francesco ridere di cuore e giocare a
nascondino.
- “Ecco lo
vedi perché siamo tutti un po’ asini? Non ascoltiamo il nostro corpo, non lo
amiamo come dovremmo. Sono dentro di te e per un attimo non mi hai visto, non
hai prestato attenzione a cosa accadeva in te: somarello!”.
- “Francesco
caro, ma a Natale anche tu dovresti essere un po’ più buono. Giochi a
nascondino e ti burli di me!”.
- “E’ Natale
fratello caro e molte persone si perdono nel loro buio. Sentono tristezza mista
a depressione. Hanno perso la fiducia nel prossimo. Forse troppi dimenticano il
servizio, la gioia che riceve chi soffre, quanto tu accendi il suo sorriso. Non
è forse per questo che stiamo ridendo e giocando assieme?”.
- “Allora giochiamo ancora Francesco! Mi
racconteresti una barzelletta? Ah, a proposito, lo sai che una volta un asino
mi ha morso? E’ stato un dolore atroce. Lo stavo accarezzando e quando l’ho
salutato per andarmene, lui zac… mi ha morso! Boia di un asino!”.
- “Oh sì
fratello mio, quanto ho riso per quel morso che non hai compreso, ma in
quell’istante non potevi far altro che ascoltare il tuo corpo e la fitta di
dolore che ti provava. Avevi le lacrime agli occhi, ma non erano di gioia!”
-
“Francesco! Ancora ti burli di me, dai, smettila!”.
- “Bene,
fratello caro allora veniamo al Natale e al nostro presepio. E’ straordinaria
questa rappresentazione della nascita di Gesù, ma dopo averla celebrata, perché
non restate uniti nel suo amore? Vi separate e invece di festeggiare assieme,
lasciate ognuno alla sua solitudine al suo dolore. Non sarebbe più bello
spezzare il pane uniti e condividere un giorno intero di gioia? Una vita intera
di gioia? Prodigarsi per il prossimo è il vero significato del Natale, dare ad
ogni Bambino interiore che nasce alla consapevolezza, la possibilità di
sopravvivere e crescere. Come? Nutrendolo con tutto l’amore del Natale!
Nutrendolo con affetto, calore, gioia e amore ogni santo giorno, poiché ogni
giorno è Natale. Questa sarebbe la vera guarigione per tutti i vostri bambini.
Quante chiacchere in tutte le vostre teorie psicologiche, in tutte le vostre
terapie, ma poi manca sempre lo stesso ingrediente: l’amore e il calore umano.
Diventate
allora un po’ somari: riscaldate con il vostro soffio, come fece l’asinello,
alitando calore sul corpo di Gesù! Riscaldate con il vostro amore. Che importa
se realmente un asino e un bue ci siano stati nella grotta di Betlemme.
Aggiungete la vostra parte di asino nei rapporti umani: riscaldatevi il cuore
gli uni con gli altri.
Ho chiamato
il mio corpo Fratello Asino, e ciò che mi ha insegnato è stato meraviglioso”.
- “Francesco
caro, forse sono troppo asino per avere l’umiltà di diventare somaro, ma le tue
parole sono troppo preziose perché me ne dimentichi. Resta con me, resta in me.
Sono sicuro che così il mio soffio emanerà sempre la tua dolcezza, ti amo,
perdonami. Grazie per ogni tuo insegnamento”.
- “Fratello
caro, ti nomino Cavalier Asino!”
E così
Francesco ed io ridemmo a lungo assieme.

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